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Dvd
Jon",
al
secolo
Jon
Lech
Johansen
norvegese
di
22
anni,
ha
sbloccato
il
meccanismo
-
dal
nome
gentile
"Fair
Play"
-
che
impedisce
agli
utenti
del
lettore
iPod
di
scaricare
musica
da
negozi
online
diversi
da
iTunes
di
Apple
e
di
sentirli
su
lettori
diversi
dall'oggetto
"cult"
degli
ultimi
anni.
Una
vera
impresa,
quella
di
Jon,
che
adesso
fa
gongolare
le
grandi
aziende
interessate
a
vendere
musica
online
e,
naturalmente,
fa
arrabbiare
Apple.
Anche
se
fino
ad
ora
dal
quartier
generale
di
Cupertino
non
sono
arrivare
prese di
posizione
ufficiali. La
notizia
è
stata
diffusa
da
Monique
Farantzos,
direttrice
di
DoubleTwist,
la
società
(di
fondata
dallo
stesso
Johansen)
che
pensa
di
distribuire
a
breve,
e
su
legale
autorizzazione,
il
codice
di
"sprotezione". I
responsabili
della
società
che
si
appresta
a
commercializzare
questo
codice
assicurano
che
questo
procedimento
negli
Stati
Uniti
viene
considerato
legale
e
che
è
stato
studiato
a
tavolino
per
mettersi
al
riparo
dai
prevedibili
attacchi
da
parte
di
Apple. Questa
non
è
la
prima
impresa
del
giovane
Jon.
Quando
era
poco
più
di
un
ragazzino,
a
soli
15
anni,
aveva
decrittato
-
sviluppando
il
software
DeCSS
-
i
codici
di
sicurezza
che
impedivano
la
copia
dei
dvd.
Per
questa
invenzione
Jon,
che
adesso
vive
a
San
Francisco,
a
due
passi,
quindi,
dalla Silicon
Valley,
passò
anche
qualche
guaio
giudiziario
dal
quale
è
poi
venuto
fuori
senza
danni.
Due
processi
e
due
sentenze
di
assoluzione:
per
i
giudici
lo
sviluppo
di
quel
software
non
era
contro
la
legge.
Adesso
staremo
a
vedere........ |
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GigaOm
26/09/2006 |
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Al
raduno
hacker
DefCon
di
Las
Vegas,
un
tedesco
manda
in
tilt
i
sistemi
biometrici.
Usa
e
Gran
Bretagna
in
crisi.
raduni
hacker
si
stanno
rivelando
una
vera
e
propria
mannaia
per
chi
cova
l'illusione
che
la
tecnologia
digitale
possa
metterci
al
riparo
da
truffe,
frodi
e
falsificazioni.
Diavolerie
come
Digital
Rights
Management
(DRM),
Trusted
Computing
(TC),
Radio
Frequency
IDentification
(RFID),
e
chissà
cos'altro,
sono
più
una
minaccia
per
la
nostra
libertà
e
riservatezza,
che
strumenti
di
protezione. È
un
dato
di
fatto
confermato
al
DefCon,
il
raduno
hacker
appena
terminato
a
Las
Vegas.
Tra
il
serio
e
il
faceto,
così
come
si
usa
in
questi
ambienti,
Lukas
Grunwald,
uno
smanettone
tedesco
che
lavora
come
consulente
per
una
società
di
sicurezza,
ha
dimostrato
che
i
dati
biometrici
contenuti
nei
moderni
e
ipertecnologici
e-passaporti,
possono
essere
alterati,
copiati
e
clonati.
Niente
male
per
chi,
come
il
Regno
Unito,
investe
ogni
anno
415
milioni
di
sterline
(oltre
600
milioni
di
euro)
per
registrare
su
chip
inviolabili,
dati
sensibili
come
le
impronte
digitali
o
la
scansione
della
retina.
Secondo
Grunwald,
queste
informazioni
possono
essere
trasferiti
su
chip
nuovi,
che
possono
essere
installati
su
passaporti
falsi.
Il
crack
è
stato
organizzato
in
meno
di
due
settimane,
con
un'apparecchiatura
dal
costo
di
200
dollari.
Se
Londra
piange,
Washington
non
ride.
La
tecnologia
usata
per
memorizzare
dati
biometrici
sui
passaporti
è
la
nota
e
contestata
RFID
(Radio
Frequency
IDentification),
già
in
stato
avanzato
di
implementazione
nel
Regno
Unito
e
in
procinto
di
essere
testata
negli
Stati
Uniti,
a
ottobre
di
quest'anno.
"L'intero
progetto
è
seriamente
messo
in
discussione,"
sostiene
Grunwald.
"Si
tratta
di
un
gigantesco
spreco
di
denaro,
senza
che
la
sicurezza
sia
minimamente
accresciuta."
.....
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[ZEUS
News
-
10-08-2006]
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Oltre
a
Svezia
e
Italia,
il
Pirat
Partiet
si
ramifica
in
Austria,
Francia,
Belgio,
Inghilterra,
Russia
e
Usa.
È
nata
"l'internazionale
piratesca"?
Uno
spettro
si
aggira
di
nuovo
per
l'Europa?
Il
Pirat
Partiet
svedese,
dopo
aver
trovato
sponda
qui
in
Italia,
si
sta
organizzando
a
livello
internazionale,
per
coordinare
le
azioni
di
lotta
e
propaganda
contro
il
sistema
del
copyright?
Abbiamo
rivolto
queste
domande
ai
ragazzi
di
PiratPartiet.it,
coordinati,
primus
inter
pares,
da
Athos
Gualazzi.
Il
Pirat
Partiet
non
ha
confini:
"sono
nati
e
si
stanno
organizzando
Pirat
Partiet
in
Austria,
Francia,
Belgio,
Inghilterra,
in
Russia
e
negli
U.S.A.,
almeno
è
con
questi
che
abbiamo
contatti,"
sostiene
Gualazzi,
"ma
non
possiamo
parlare
di
un
internazionale
piratesca".....
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[ZEUS
News
-
03-08-2006]
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L'allerta
lanciata
dai
Security
Labs
di
Websense
Phishing,
nuovo
allarme
per
quattro
banche
Presi
di
mira
Credem
(che
però
smentisce),
Banca
Carige,
Credito
Valtellinese
e
Ras
Bank.
Quest'ultima
rassicura:
nessun
rischio
Nuovo
allarme
phishing
in
Rete.
Ad
essere
presi
di
mira
in
queste
ore
sono
i
clienti
di
quattro
banche
italiane:
Credem
(che
ha
smentito
però
di
essere
nel
mirino:
«Non
ci
risulta»,
ha
detto
un
portavoce),
Banca
Carige,
Credito
Valtellinese
e
Ras
Bank.
La
trappola
è
sempre
la
stessa:
si
riceve
una
email
che
indirizza
su
una
falsa
pagina
della
banca
e
si
viene
invitati
a
fornire
i
dati
personali
che
vengono
così
catturati
dall'hacker.
Il
tutto
senza
che
il
cliente
se
ne
accorga.
Infatti
una
volta
inseriti
i
codici
ormai
non
più
segreti
sul
sito
finto
si
viene
dirottati
su
quello
vero,
così
che
sia
difficile
accorgersi
del
furto.
L'allarme
è
stato
lanciato
dai
Security
Labs
di
Websense
(www.websensesecuritylabs.com),
società
che
fornisce
software
per
la
sicurezza
di
Internet
e
che,
attraverso
i
suoi
laboratori,
monitora
costantemente
le
nuove
minacce
della
Rete.
Il
phishing
viene
considerato
un
fenomeno
di
«ingegneria
sociale»
perché
sfrutta
l'ignoranza
e
a
volte
anche
la
buona
fede
della
gente
(quando
invita
per
esempio
a
fare
donazioni
per
cause
nobili)
.
Ras
Bank
tuttavia
rassicura:
«Finora
non
abbiamo
ricevuto
alcuna
segnalazione
da
parte
dei
nostri
clienti».
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Corriere
della
Sera
05/04/2006 |
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