| Articolo
publicato su CONPUTER FACILE
Anno V - n. 5 - maggio 2002 |
SECURITY
ZONE |
| di
Giuseppe D'Agrusa
|
I
Trojan Horses |
Riservatezza
e sicurezza |
Introduzione
Telematica
e informatica hanno assunto un
ruolo molto importante nella nostra
società. L’evoluzione
tecnologica e la diffusione di
queste risorse, insieme all’utilizzo
sempre più ampio di Internet,
hanno permesso a reti aziendali
e a singoli computer di accedervi
senza problemi di sorta. Internet
è una rete che non ha confini
e in costante metamorfosi, garantire
quindi regole di comportamento
risulta praticamente impossibile.
Oggi il fenomeno legato agli attacchi
dei PC e alla violazione della
sicurezza informatica sono materia
di continua discussione e di grande
interesse.
Utilizzando i mezzi e le conoscenze
informatiche, spiare un PC risulta
abbastanza facile, ci si può
avvalere di diversi sistemi come
ad esempio i Trojan Horse (Cavalli
di Troia) che, nascosti in programmi
dall’apparenza innocua,
acquisiscono informazioni che
possono essere inviate a un server
remoto. Riservatezza, segretezza,
integrità dei dati, sono
alcuni degli elementi che fanno
parte della sicurezza informatica.
Esistono mezzi per proteggere
e ridurre il rischio di intrusioni,
ma eliminarli completamente risulta
difficile.
Cosa
sono i Trojan Horse
E’ passato molto tempo dalla
guerra di Troia, ma è ancora
vivo il ricordo dell’espediente
utilizzato da Ulisse che, non
riuscendo a espugnare le mura
della città, finse la sua
resa lasciando un dono all’apparenza
innocuo: un grosso cavallo di
legno nel cui interno erano nascosti
i soldati che avevano il compito
di aprire le porte ai compagni
assedianti.
Nella realtà informatica
i “Cavalli di Troia”
utilizzano la stessa tecnica:
per eludere i controlli e potersi
insidiare nei PC, nascondono il
loro codice crittografato all’interno
di un programma applicativo.
La funzione dei trojan horse,
diversamente dall’attività
tipica dei virus, non è
quella di riprodursi, ma quella
di “rimanere in attesa di
essere attivati con istruzioni
provenienti da un server remoto”
(tecnicamente listering
) per poi trasmettere e ricevere
dati via Internet utilizzando
le porte virtuali TCP/IP, le porte
UDP, NETBIOS, ecc. Possono anche
essere dotati di funzioni automatiche
o semiautomatiche di una particolare
funzione per memorizzare le password
e gli user-id (il codice che identifica
l’utente rispetto a un qualsiasi
servizio) oppure i numeri di carte
ci credito, dei conti correnti,
ecc.. (tecnicamente sniffing)
e inviarli, a completa insaputa
dell’utente, a un server
remoto.
In pratica il compito dei trojan
horse è quello di aprire,
mantenendola sempre aperta, una
porta (tecnicamente backdoor)
tra le 65536 porte virtuali possibili,
permettendo così di comunicare
con l’esterno, durante il
collegamento Internet, e dando
in questo modo ai pirati informatici
la possibilità di frugare
e prelevare qualunque informazione,
anche quelle riservate, e in alcuni
casi, provocare danni.
Come
individuare i Trojan Horse 1/2
Rilevare l’attività
dei “trojan” non è
cosa semplice poiché la
loro attività non risulta
evidente nella taskbar
(è la barra che si
trova in basso dove appaiono i
programmi in esecuzione)
e neppure nella finestra che si
apre attraverso la combinazione
di tasti Ctrl+Alt+Canc.
Esistono però modalità
manuali che consentono la loro
rilevazione. Alcune di queste
richiedono una certa conoscenza
del sistema operativo, altre sono
di più facile esecuzione,
come la seguente:
- avviare
una connessione a Internet;
-
aprire una finestra di prompt
dei comandi MS-DOS Start | Programmi
| Prompt di MS-DOS;
Avvio
finestra di prompt in MS-DOS
 |
Zoom |
- digitare
nella prompt di MS-DOS "esempio:
C:\WINDOWS>_"
il comando netsta -na
- confermare
con invio
in
questo modo saranno immediatamente
visualizzate tutte le connessioni
che sono attive in quel momento;
se fra le connessioni attive ne
risultassero presenti sulla porta
TCP e UDP 31337 (UDP 0.0.0.0:31337
*:*) siete in presenza di BO
(Back Orifice)
oppure se ne risultassero presenti
sulle porte TCP 12345 e 12346
siete in presenza di Netbus
(TCP 0.0.0.0:12345 *:* –
TCP 0.0.0.0:12346 *:*).
Questi
sono solo due esempi di un ricco
elenco di porte su cui i “trojan”
agiscono, per ottenere informazioni
più dettagliate sui diversi
tipi di “trojan” e
su quali porte essi agiscono,
è possibile connettersi
in uno dei tanti siti, esempio:
http://www.simovits.com/nyheter9902.html
Verifica
di presenza di Trojan horses in
Dos
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Zoom |
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