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Il palazzo della Zisa e la leggenda dei diavoli della Zisa
 

Il vestibolo

Il vestibolo a ridosso della facciata principale, composto da fornici nella facciata principale e dai due ingressi laterali, costituiva una specie di portico che univa la parte esterna alla parte interna del palazzo; aveva anche la funzione di introdurre nella sala nobile della fontana attraverso un'arcata in cui sull'intradosso della volta vi è un affresco raffigurante personaggi mitologici detti "i diavoli della Zisa", dalla credenza popolare che ritiene impossibile contarne l'esatto numero.

 

L'Iwan (la sala della fontana)

L'Iwan è l'ambiente di rappresentanza arabo. In questa stanza il re riceveva la gente, si riposava e si divertiva. Nella sala, a forma di croce, vi sono tre profonde nicchie decorate in alto da muqarnas, nella nicchia centrale, sotto stupendi mosaici raffiguranti scene di natura e di caccia, vi è la fontana, che da il nome alla sala, da dove l'acqua scende da una lastra inclinata e scorre per un canaletto che si biforca in due bacini quadrati sul pavimento.


La leggenda dei diavoli della Zisa

Su questo palazzo della Zisa esiste una leggenda popolare generata dalle decorazioni pittoriche che si trovano sulla volta dell'arco d'ingresso alla Sala della Fontana, raffiguranti figure mitologiche (al centro Giove e intorno Nettuno con il suo tridente, Plutone, Giunone, Mercurio, Vulcano, Venere, Marte....) detti dalla credenza popolare diavoli.

La credenza racconta che nel palazzo della Zisa c'è un grandissimo tesoro, in monete d'oro, nascosto e che a custodi vi siano dei diavoli, che impediscono ai Cristiani di venirne in possesso. Questa leggenda dice che: chi va a guardarli il 25 marzo, giorno dell'Annunziata, e li fissa a lungo vede che questi diavoli si muovono la coda, storcono la bocca; e nessuno è capace di contare il loro esatto numero; ciò significa che non si possono contare i denari del tesoro nascosto e non è possibile trovarlo perché guardato dai Diavoli. La leggenda inoltre racconta che il giorno in cui si troverà il sistema per scoprire il tesoro nascosto; allora terminerà la povertà a Palermo.
Questa leggenda ha generato un modo di dire popolare: "E chi su, li diavoli di la Zisa?" (E che sono, i diavoli del palazzo della Zisa?), termine adottato a Palermo quando non tornano i conti.
Come scrive Giuseppe Pitre (Giuseppe Pitrè) la difficoltà di contare esattamente i diavoli della Zisa è data dal fatto che alcune delle figure sono molto piccole e altre non intere, così c'è chi li conta e chi no.

Il museo

Oggi il palazzo della Zisa è adibito a museo in cui sono esposti alcuni significativi manufatti di matrice artistica islamica provenienti da paesi del bacino del Mediterraneo. Tra questi sono di particolare interesse le eleganti musciarabia (dall'arabo masrabiyya), paraventi lignei a grata (composti da centinaia di rocchetti incastrati fra di loro a formare, come merletti, disegni e motivi ornamentali raffinati e leggeri) e gli utensili di uso comune (candelieri, ciotole, bacini, mortai) realizzati prevalentemente in ottone con decorazioni incise e spesso impreziosite da agemine (fili e lamine sottili) in oro e argento.

 
Indirizzo: Palermo-Piazza Zisa
Tel. 091/6520269

Visite: Dal lunedì al sabato ore 9.00-13.30 15.00-18.00
domenica e festivi ore 9.00-13.00.

Ingresso: € 4,00
gratuito per i cittadini della Comunità Europea di età
inferiore ai 18 anni e superiore ai 60

Divieti: Uso flash
 
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