Le
grotte dell'Addaura
(anticamente chiamata
Allaura) si trovano
nel golfo di Mondello.
Sono di origine
marina e s'incavano
nelle pendici
Nord del Monte
Pellegrino.
I
graffiti dell’Addaura
risalgono a 14.000
anni fa e rappresentano
la più
alta testimonianza
di arte parietale
del Paleolitico
superiore alle
falde del Monte
dove vissero delle
tribù di
cacciatori, le
cui tracce furono
scoperte nel 1953.
I
graffiti sono
composti da trenta
figure suddivise
in: diciassette
umane e tredici
animali. Gli animali,
quasi tutti equini,
sono disegnati
con uno stile
e un tratto tale
che esprimono
una vivacità
realistica, altri
graffiti hanno
un tratto incerto
e schematico.
La fauna dell'Addaura
rappresentata
in questi graffiti
lascia intendere
che in quel periodo
la zona fossa
abitata oltre
che da bovidi
anche da equini,
cervidi e daini.
Le figure umane
sono composte
a scene raffiguranti
momenti di vita.
Una di queste
scene è
composta da due
giovani nudi che
eseguono acrobazie
e circondati da
altre sette figure
che assistono
o danzano. Tutti
i personaggi hanno
abbondanti capigliature
o maschere rituali
a becco d’uccello,
cosa che suggerisce
una interpretazione
legata ai riti
della pubertà
oppure, per alcuni
studiosi, a un
supplizio di prigionieri.
La
seconda scena
rappresenta un
daino rampante
e un cacciatore
nudo dai lunghi
capelli con una
strana maschera
sul volto e una
lunga asta.
La
terza scena comprende
tre figure: una
femminile con
un voluminoso
oggetto sulle
spalle e due maschili
che camminano
in senso contrario
l’una all’altra.
